I temi della sostenibilità ambientale sono sempre più al centro dell’interesse mondiale.
Anche quest'anno il corso di indirizzo tecnico tecnologico chimica e biotecnologie ambientali
del Corinaldesi Padovano parteciperà alla competizione indetta dalla prestigiosa Fondazione
Diasorin che ogni anno mette in palio laboratori di biologia per le scuole che otterranno il
podio.
La competizione è molto sfidante e gli istituti partecipano alla preselezione già da novembre
con una proposta progettuale che viene valutato da una commissione.
Se la selezione verrà superata e cioè se la giuria della Fondazione riterrà il progetto di
idoneo spessore scientifico, allora l'istituto potrà accedere al successivo step.
Il progetto di quest’ anno si incentra sulla situazione di degrado della biodiversità in cui
versa il nostro mare Adratico, tra i bacini più produttivi ma anche più vulnerabile del Mar
Mediterraneo, fortemente impattato dall’attività di pesca e dai cambiamenti climatici.
Negli ultimi anni si sono osservati profondi cambiamenti nella composizione della fauna
ittica che ha comportato in generale la perdita di biodiversità, con conseguenze tangibili
sulla diminuzione di risorse di interesse economico e ingresso di specie aliene.
Il progetto proposto mira a promuovere la conservazione e l’uso sostenibile degli oceani –
mari.
Monitorare le specie protette è fondamentale per valutare la salute degli ecosistemi, dato
che questi organismi sono spesso spie del cambiamento; anche l’identificazione delle specie
invasive consente di intervenire tempestivamente per mitigarne gli impatti, proteggendo
così la biodiversità locale.
Raccogliere dati sulla presenza o meno di queste due tipologie di organismi permette di
migliorare le strategie di conservazione.
In questo contesto, il DNA ambientale (eDNA) rappresenta una biotecnologia innovativa che
sfrutta tecniche molecolari avanzate per raccogliere e analizzare tracce genetiche presenti
nell’acqua.
Tale approccio non invasivo consente di rilevare le specie senza catturarle, fornendo
informazioni sulla loro presenza in determinati ambienti
L’uso dell’eDNA può supportare le strategie di conservazione, aiutando a comprendere
meglio la distribuzione delle specie e la resilienza degli ecosistemi marini e contribuendo alla
gestione sostenibile del mare, soprattutto in questo scenario altamente imprevedibile in
relazione all’impatto dei cambiamenti climatici e la sovrapesca.
Questo sfidante tema sarà quindi al centro della future attività laboratoriali delle classi
coinvolte nella partecipazione alla competizione le cui referenti sono le docenti Proff.sse
Mercorelli e Massacci che con tenacia e passione ogni anno coinvolgono le classi del corso
chimico in project work dal contenuto sfidante.
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